Current tv e il Terzo Schermo Sazio oltremisura della tv generalista, e di una informazione diretta dall’”alto” che ha superato da tempo il livello di guardia, lo spettatore italiano organizza le fila e prepara il contrattacco. Pochi giorni fa Al Gore ha presentato all’Ambra Jovinelli di Roma la versione non angolofona del suo Current Tv (sul canale 130 di Sky), esempio di televisione partecipativa dal basso basata sullo stesso principio di YouTube, con buona parte dei contenuti realizzati dagli utenti. L’ultimo (e certo per ora più significativo) baluardo di una informazione che chiama in causa l’utente e che si proclama indipendente senza condizionamenti di governi e corporation (peccato che Sky è di proprietà di Murdoch, che detiene il più alto tasso di concentrazione editoriale del mondo). Una informazione – rivolta ancora ad un pubblico di giovani-adulti, per lo più fino a 35 anni – che fa del modello network e del principio dello scambio orizzontale la propria filosofia, salvo affidare ad una nicchia di selezionatori professionisti il compito di fare da filtro ai materiali inviati perché – va da sé – auto produzione non per questo è sinonimo di qualità. Ma quando lo è, ottiene giusto riconoscimento non solo con la visibilità, ma anche con giusta retribuzione. Mentre l’esperimento, per quanto accattivante, invita a una cauta prudenza, è nato un movimento ad hoc, www.vogliamolawebtv.it che apre il dibattito a tutto campo sul nuovo orizzonte della webtv. Il Terzo Schermo on web, possibile palestra di democrazia, vera o presunta.
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