Il dominio dell'infanzia
La scelta del nome di un neonato, ogni genitore lo sa, è un momento molto delicato. Ad entrare in gioco nella decisione è spesso molta diplomazia, nel tentativo di contemperare diverse esigenze che vanno dall’onorare qualche nonno permaloso, all’assicurarsi qualche Santo in paradiso, dall’essere moderni omaggiando l’inglese fino all’essere classici, tributando Omero (es. Achille) e magari, nello stesso tempo, anche il parente esigente di cui sopra. Oggi però nell’accordarsi su un nome piuttosto che un altro entra una variabile in più: la disponibilità del corrispondente dominio Web. Se ne parla in un articolo di Paola Fontana su Affari & Finanza di ieri: l’identità digitale è un fattore guida per assicurare al proprio pargolo un domani un profilo sui social network o un blog con un nome di dominio personale (e già società come TotSites.com, BabyHomePages.net e Our Baby Homepage si preoccupano di creare siti web ad hoc per neonati). Il vecchio album di foto con relativa didascalia (“Il mio primo passo”; “il giorno della prima comunione”; “Il mio primo compleanno” etc.) sta diventando già ora uno spazio internet ad uso e consumo di una cerchia molto più allargata che il proprio parentado, e questo è naturalmente un bene. Viene da chiedersi a questo punto quale saranno nel prossimo futuro i nomi più scelti sulla base anche di questo criterio. Con buona probabilità, saranno spazzati via i nomi difficilmente memorizzabili, come quelli troppo lunghi: Ermenegildo, Teodora, Ursula, Pierfrancesco, Mariacarmela. Scartati anche quelli troppo comuni: Mario, Franco, Andrea, come quelli che richiamano ben altre personalità archiviate in rete: Dante, Brando, Tiziano, Ettore. Quelli inglesi potranno creare qualche dubbio di troppo per chi non conosce bene la lingua (come si scrive Chanel? Dove va la h su Christian?), mentre quelli molto corti, perché facilmente memorizzabili ancorché brutti (Ugo, Pino, Pina etc.), saranno tutti esauriti in un batter d’occhi. Rimarrà allora con tutta probabilità la strada della fantasia. Sul criterio aziendale (il nome del dominio è anche un marchio di fabbrica facilmente raggiungibile da tutti, che corrisponde intimamente alla natura di quanto mostrato) viene da pensare a genitori che apriranno domini come Peste.net, Esaurimento.it, Insonnia.com, Strillo.net.
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