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Il Sergente di Marco Paolini


Dopo più di 3500 giorni (la cifra la ricorda Tatti Sanguineti ospite ieri sera di Otto e mezzo) dalla trasmissione su Raidue de il “Racconto del Vajont”, Marco Paolini è tornato ieri sera in tv nella prima serata di La7 con il monologo “Il Sergente” tratto da un’opera di Mario Rigoni Stern. L’ambientazione del racconto è l’inverno 1942-43 e raduna alcuni episodi tragici sulla ritirata dei soldati italiani attraverso la taiga russa. Una cava di pietra bianca vicino Zovencedo ha fatto da scenografia al viaggio sul Don del drappello di soldati, e gli stenti, il freddo, la prostrazione e la fame sono stati narrati in un contenitore – quello della performance live – dove Paolini ha recitato per più di due ore. Sulle capacità interpretative di Paolini, autore e interprete di un repertorio che appartiene al teatro civile (di cui si occupa fin dagli anni settanta) nessuno sembra avere dubbi. Sull’evento culturale che è andato in scene ieri, senza che il diaframma del palcoscenico allontanasse lo spettatore, Ferrara, in onda poco prima, ci ha imbastito tutta la trasmissione di ieri (“Aspettando Paolini”, il titolo), con ospiti in studio lo scrittore Antonio Scurati, Carlo Freccero, l’attrice Piera Degli Esposti e Tatti Sanguineti. Scurati ha sottolineato soprattutto la grandezza della tv quando riesce – come nel caso di Paolini – a uscire fuori da se stessa e a produrre il grande spettacolo. Concorde Freccero che, rimarcando la centralità attuale della cerimonia dell’evento mediatico, si è soffermato sugli elementi vincenti dello show di Paolini come l’essere inserito in una tv generalista (per provocare, grazie alla sua eccezionalità, un evento straniante rispetto al normale flusso televisivo), l’avere un’ambientazione di grande suggestione e impatto visivo, essere un momento spettacolare di forte partecipazione. La memoria orale in diretta, è questa la definizione che ha dato lo stesso autore del suo spettacolo che ha costituito un unicum nel panorama televisivo perché – come ha detto Sanguineti con eloquente sintesi – Paolini è capace di far parlare le pietre. E così è stato.


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