Jodorowsky a Torino Appuntamento d’eccezione per i cinifili fan di Alejandro Jodorowsky. Da ieri e fino al 10 giugno al Museo Nazionale del Cinema di Torino sarà presentata la rassegna “Un’illusione che non mente. Il cinema di Alejandro Jodorowsky”, tributo ad un grande autore cileno, classe ’29, e alla sua filmografia. Partito cinquanta anni fa con il mediometraggio “La Cravate” (1957), ispitato all’omonima opera di Thomas Mann, in Europa si è affermato con titoli come “Il paese incantato” (1968-1970) e “El Topo” (1970). A Torino, oltre ai suoi film, verrà presentato anche il documentario “La constellation Jodorowsky (1995) di Louis Mouchet, con interviste a Moebius, Marcel Marceau, Peter Gabriel e Fernando Arrabal. Nel caso di Jodorowsky, lo sguardo d’insieme che offre una retrospettiva si presta particolarmente ad abbracciare la personalità molto sfaccettata dell’artista, che, oltre che lavorare per la settima arte, opera anche per il teatro e persino per il fumetto. Peraltro, pur abitando nell’Olimpo dei Grandi, Jodorowsky è uno di quelli che non parla solo attraverso le opere: da marzo 2006 scrive su XL, il magazine mensile de La Repubblica, con una rubrica chiamata “La Psicoposta”. Gareggiando con il vate Umberto Galimberti nel trovare risposte ai dilemmi più che altro affettivi dei lettori del giornale.
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