La pura anarchia di Woody Allen
“La vita è caos e tragedia con qualche sprazzo raro di gioia, di piacere, di leggerezza”. Parole di Woody Allen. Che con “Pura Anarchia” (Bompiani) cerca di controbilanciare l’assenza di sorriso che inspira il suo ultimo film “Cassandra’s Dream” gettandosi a capofitto a scrivere quello che Natalia Aspesi su Repubblica ha definito “cose pazze di massimo divertimento” riecheggiando le lodi tessute dal New York Times (vale la pena riferire il panegirico della illustre testata: “Pura anarchia offre le gioie e i tormenti che accompagnano da sempre il suo autore. I testi comici di Allen, al pari dei suoi film sono un fuoco d’artificio di invenzioni, variando tono e argomento ma con lo stesso sguardo unico e irripetibile). Più vicino al vero, finito di leggere il ritorno alla narrativa del genio della comicità newyorkese, è il giudizio che ne ha dato Concita de Gregorio. Che si è chiesta il motivo che ha indotto Allen (uno con una carriera da fare invidia) a scrivere un libro come questo. Concordo sulla sua perplessità. Pur essendo piuttosto comico, Pura anarchia non lo è mai abbastanza, e l’aggettivo effervescente sembra che gli si appiccichi addosso quasi come un onore dovuto al suo autore, al grande regista di Manhattan, che alla sostanza della sua fatica letteraria. Uno come Allen, che per pubblicare un nuovo libro ci ha messo 24 anni, dirà qualcuno, avrà pur diritto di essere riverito. In realtà, 10 dei quadri umoristici da lui sfornati nel libro sono già stati pubblicati sulle pagine del New Yorker, e questo quantomeno tranquillizza nell’esprimere qualche riserva su di esso. La fantasia naturalmente c’è, gli ennesimi problemi di autostima a cui si abbevera l’umorismo anche, eppure la lettura arranca un po’ al cospetto di una fotografia dei paradossi del quotidiano piuttosto stiracchiata. Dove la parola scritta non riesce a far decollare mai davvero il bazar di improbabili situazioni che pure promettono, come soggetto, di far sbellicare: uno scrittore che smercia preghiere su Ebay, Paperino che mette le corna a Paperina con delle star di Hollywood, una tata che vuole scrivere un romanzo sulla famiglia della propria accudita ma poi desiste perché rimorchiata dal milionario e via di questo passo. Non tutti i film di Woody Allen, d’altra parte, sono all’altezza del suo genio e qualche calo di ispirazione, vista la sua debordante produttività è- oserei dire – quasi fisiologica. Il racconto più divertente della raccolta è comunque “Avvertenza per geni: solo pagamenti in contanti”. Protagonista, un’analista alle prese con un artistoide cantante e squattrinato che si offre di pagare il trattamento con i suoi brani da strapazzo. diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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