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Topi e scrittura Il topo è l’animale destinato all’esperimento da laboratorio. L’ultimo che lo riguarda è apparso sul Newsweek. Stavolta però non si tratta del roditore in carne ed ossa ma del mouse del computer: secondo quanto emerge da uno studio illustrato nell’ultimo numero della rivista è risultato che l’allenamento alla scrittura manuale aiuta i bambini a sviluppare le loro qualità intellettive mentre al contrario la scrittura digitale del computer, nonostante l’efficacia, allontana le parole dal potere introspettivo e riflessivo del singolo. Via il mouse, dunque. E i grafologi concordano: la tastiera compromette l’intimità con il pensiero collegato alla mano e inibisce l’atto altamente creativo che si ha quando la scrittura della penna scorre su un foglio. Scrivere di proprio pugno (la pensano così gli esperti) è esplorazione di sé, intuizione, messaggio spirituale. Il pensionamento del mouse è insomma dietro l’angolo. Per fortuna che c’è il suo omologo in carne e zampe che, alla faccia dell’anti-manualità, tiene alta la bandiera: non bastasse il film Disney-Pixar con le straordinarie abilità culinarie dello chef roditore in Ratatouille, è di questi giorni la notizia che gli scienziati americani della Case Western Riserve University di Cleveland (Ohio) hanno fatto nascere un supertopo con doti fisiche eccezionali (prestazioni sessuali comprese). Corre per venti minuti al minuto e non si stanca, mangia più del doppio del suo simile e non ingrassa. Un topo bionico, insomma. Capace magari presto anche di scrivere.
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