Tv, un'estate nel mare della rete
Alla fine degli anni ’50 Achille Campanile nella sua “Enciclopedia della televisione” alla voce “Estate Televisiva” scriveva: “Da un pezzo in qua va sta prendendo piede una teoria medica secondo la quale il miglior tipo di riposo estivo consiste nell’annoiarsi. Se la teoria risponde a verità, bisogna riconoscere che la TV ogni estate ci fa riposare nel modo più salutare ed efficace”. Le virtù “terapeutiche” della tv evocate da Campanile si sono unanimemente mantenute intatte mezzo secolo dopo. Con la differenza che adesso la minaccia a sì tanta soporifera compagnia deputata a mandare tutti i cinque sensi in vacanza è data da internet. In casa Rai si punta infatti decisamente sul web. Agosto e settembre tanto per dire vedono schierate in campo (o, meglio, sul monitor del pc) cento ore di contenuti archiviati al sito www.rai.tv. Che offre senz’altro un’ampia possibilità di scelta, con materiali – come ha precisato sulla Repubblica di ieri Alberto Contri, direttore editoriale di Rainet – rielaborati in clip di pochi minuti in sintonia con il linguaggio della rete. Qui trova asilo un po’ di tutto, dalla comicità degli ultimi 20 anni a rarità video sugli interpreti della scena jazz mondiale fino alla prosa con il meglio della stagione teatrale appena conclusa allo Stabile di Torino. Un servizio pubblico che è sempre più insomma a portata di click. Alla lettera T, Campanile rubricava il prefisso Tele così: “dal greco: lontano. Prefisso con cui la TV ha creato non meno di trenta o quaranta composti, fra i quali il primo in ordine alfabetico e l’ultimo in ordine d’importanza è il teleabbonato”. Chissà che avrebbe scritto oggi alla voce Internauta.
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