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Valenti o nolenti Sarà colpa della società postmoderna (con il suo dilagante incentivo all’humor come chiave per entrare meglio nella frammentarietà del tempo presente), sarà che lo sguardo disinvolto del comico è diventato un virus che ha preso piede ovunque (per barcamenarsi alle meglio fra le contraddizioni in cui è oggi invischiato ogni tipo di contenuto) fatto sta che Ciccio Giacomo Valenti (per gli amici “Ciccio” e basta) cioè il Virgilio della poesia dell’epoca nostra (ha condotto Smackdown, gli incontri di wrestiling, ingaggiando un temerario match con l’italiano) cioè la Gialappa’s dei poveri (voce fuoricampo di Candid Camera) cioè il nutellone di Poker mania è da qualche tempo anche valletto del programma calcistico Controcampo – diritto di replica. Un tocco di levità nel mondo del pallone – dove di tensioni e scontri e polemiche ce ne sono in abbondanza – è buona norma. Una maieutica del buonsenso che attraverso il Valenti ricorre al divertimento come via per la saggezza appare come messaggio terapeutico che il programma nazionalpopolare doc rivolge alle tifoserie affacciate su una serietà talvolta minacciosa. Quella che sfocia non di rado in comportamenti sinistri. Una valvola di sfogo, insomma, che attraverso i servizi puntuti di Ciccio sulle tribune appaga l’emozione se non l’intelletto iniettando nel garbo del Fazio di ieri (che s’affacciava cortese sui comportamenti un po’ bizzarri dell’umana specie della domenica) la robusta grossolanità dei suoi squarci di luminose intuizioni scurrili. Valenti è ciò che tocca allo spettatore videocentrico unto e bisunto, al replicante che non riesce a dir di no al tormentone delle scaccolate alla moviola pena la perdita della felicità personale data dalla regressione allo stadio infantile, quando la ripetizione della trasgressione più innocente sempre diverte e sempre rassicura. La fuga dal formalismo attraverso l’infrangere temerario di minuti e arcaici tabù del bon ton rende piuttosto manifesto il fatto che la scurrilità prenatale del Valenti ce l'ha fatta a diventare accademia: il ridicolo del gigante buono Ciccio è l’inquietante ospite fisso del mondo del talk show calcistico attuale. Che lui, con appena quattro dita nel naso e altrettante pance al vento, malgrado la grinta dei giornalisti che gli stanno davanti, ha messo quasi subito al tappeto.
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