Wind, naufragar m'è dolce in questo inglese Fino alla fine di luglio il trio Aldo, Giovanni e Giacomo saranno on air con il terzo episodio della serie di Wind, nelle parte di tre improbabili naufraghi traditi da una mongolfiera che ha ceduto ad un uragano. Approdati su un’isola deserta e fuori dal mondo, mentre i nostri eroi camminano lungo la spiaggia, ad Aldo s’accende improvvisa la lampadina. Scrivere un messaggio di aiuto sulla sabbia, sì da renderlo ben visibile dall’alto. Ecco dunque che un Elp senz’acca prende forma sulla sabbia che scotta, con sfregio all’italico idioma. Tracciato da uno zelante Aldo che, non conoscendo la provenienza geografica dei potenziali soccorritori, pensa bene di utilizzare la lingua di tutti come SOS. Giacomo, inorridito dal grossolano errore del compagno, rettifica prontamente. Peccato però che Aldo, letteralmente, non capisca un’acca e, ingenuo, vada a posizionare la magica letterina a fine parola. Il girotondo di incomprensioni è spezzato infine da Giovanni, che, sfoderando il cellulare, ricorda ai compagni come sia semplice oggigiorno tirarsi fuori dai guai. I novelli Robinson Crusoe in questo spot della Wind costruiscono il loro siparietto cabarettistico giocando sulla temporanea rimozione dalla scena del cellulare, l’oggetto che per tutti è considerato parte di sé stessi tanto da provocare crisi di panico quando viene perso. Smarrirlo – come ricorda Fausto Colombo ne “Il piccolo libro del telefono - una vita al cellulare” (Bompiani, 2001) è un vero e proprio lutto, visto che dentro all’oggetto ci sono tracce del nostro modo di vivere, della nostra storia, delle nostre attitudini. Che questa antenna del mondo che è il cellulare non sia la prima cosa a sbucare fuori, vista la situazione limite che i protagonisti dello sketch si trovano a vivere, restituisce un’atmosfera davvero fuori dal tempo. Perché il SOS – in un curioso rispecchiamento fra acronimi – non può che tradursi oggi effettivamente che in SMS. I tre comici ci ricordano allora indirettamente queste tre semplici lettere. Che però – e qui casca l’asino, insieme ad Aldo - rimandano a non una, ma a ben tre parole in lingua inglese. Che probabilmente pochi in Italia sanno effettivamente quali siano, né tanto meno come si scrivano.
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